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 Un giorno... su Marte
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luisa camponesco
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Inserito - 20/03/2004 :  13:59:01  Mostra Profilo  Visita la Homepage di luisa camponesco Invia un Messaggio Privato a luisa camponesco

Nella grande cupola laboratorio il dottor Emerson esaminava alcuni elementi estratti dal suolo marziano. I componenti ferrosi conferivano quella ben nota colorazione rossa al pianeta Stava conducendo rilevazioni e studi per conto della compagnia mineraria Ares \V che si occupava anche di estrazione di ematite, ematite grigia la cui esistenza era stata trovata un secolo prima grazie ad uno spettrometro capace di vibrare a livello atomico ed analizzare con precisione tutti i minerali della superficie marziana. Era assorto nel suo lavoro quando il piccolo Luca entrò correndo.
- Ciao papà, stai ancora lavorando? – il dott Emerson ebbe un sussulto
- Luca ti ho detto molte volte di non entrare in questo modo, ci sono strumenti delicati, potresti romperne qualcuno… - poi vedendo l’espressione mortificata del figlio:
- Mi spiace Luca ma potresti anche farti male correndo in quel modo – poi sorrise e lo abbracciò.
- Dimmi Luca hai bisogno di qualcosa?
- Oggi a scuola la maestra ci ha chiesto di scrivere, per compito perché Marte è cosi rosso. Anche sulla terra c’è il ferro, ma la Terra non è rossa.
- Te lo spiego io – rispose Emerson contento di essere d’aiuto al figlio.
- Vedi Luca. quando si è formato il sistema solare, Marte e Terra erano molto simili, solo che Marte si è raffreddato molto più rapidamente e i minerali ferrosi si sono mescolati alla superficie, invece sulla Terra il raffreddamento è stato molto più lungo e i minerali di ferro sono precipitati verso il nucleo. Hai capito ora? – gli passò una mano fra i capelli biondi arruffandoli
- Grazie papà vado subito a scrivere quanto mi hai detto – corse verso l’uscita e provocò la caduta di alcune pietre.
Il padre sospirò mentre rimetteva tutto al suo posto.
- Ciao Frank – la figura dell’amico Paul apparve all’ingresso.
- Cosa è successo? Terremoto?
- No solo mio figlio - risero entrambi
Tharsis City si estendeva su di un area di circa due chilometri quadrati e prendeva il nome dalla vasta zona vulcanica sulla quale era stata costruita e una enorme cupola proteggeva i suoi abitanti dai raggi solari, dato il quasi inesistente strato di ozono.
Anche Paul era un ricercatore ma in ben altro campo, si occupava d’ingegneria genetica
- Come ti vanno le cose Paul? – chiese Frank
- E’ per questo che sono qui, ho bisogno del parere di un amico
- Sai che puoi contare su di me – Frank gli battè una mano sulla spalla
- Ma forse è meglio che parliamo seduti .- ribadì Paul.
- Allora è una cosa seria
- Molto seria, potrebbe dipendere il nostro futuro.
Frank sapeva che quando Paul parlava in quel modo doveva trattarsi di cose molto importanti.
- Frank vorrei che tu domattina venissi nel Lab5 avrei qualcosa da mostrarti, ma se adesso vuoi offrirmi una birra non mi offendo.
Incominciarono a chiacchierare del più e del meno, delle loro mogli e dei figli della vita a Tharsis City, della compagnia mineraria e dei problemi che causava con lo sfruttamento del terreno, ma gli interessi economici in gioco erano enormi.
- Come vedi le cose non cambiano, la storia si ripete sempre – Paul sorseggiava il suo brandy.
- Almeno non sentiremo la nostalgia della vecchia Terra, visto che anche qui si fanno le medesime cose - riprese Frank
- Ma qualcosa cambierà e spero anche presto – Paul aveva un fare misterioso.
- Mi stai incuriosendo Paul, non vedo l’ora che venga domani, ma ora è meglio andare a casa si è fatto tardi.
- Certo Frank a domani
Si salutarono i due amici ed ognuno si diresse verso la propria abitazione. Le giornate marziane durano 24 ore e 37 minuti, perciò le giornate lavorative erano un po’ più lunghe ma per fortuna lo erano anche le giornate di riposo e con questi pensieri Frank rientrò in casa e fu letteralmente assalito da suo figlio Luca che voleva giocare.
Il giorno seguente Frank si diresse, come d’accordo al laboratorio di microbiologia sperimentale di Paul.
- Allora Paul, cosa volevi mostrarmi?
Paul gli fece un cenno con la mano per zittirlo, poi di seguirlo. Frank obbedì e una volta giunti nel laboratorio:
- Cos’è tutto questo mistero?
- Preferisco non far trapelare nulla per il momento, ma appena avrò concluso le ultime analisi renderò pubblico quanto ho scoperto.
- Per favore Paul non tenermi sulle spine
- D’accordo amico, ma con te sarò breve non sei uno sprovveduto. Allora noi tutti sappiamo che l’atmosfera marziana non è respirabile e questo è dovuto essenzialmente alla mancanza di vegetazione, la vegetazione modificherebbe la composizione dell’aria aumentando il contenuto d’ossigeno. Se trovassimo e dico se, il modo per rendere il terreno nuovamente fertile, Marte ritornerebbe un pianeta vivo.
- Sinceramente Paul non saprei come…
- Supponi, Frank, che esista un microrganismo in grado di modificare la composizione chimica del terreno e “concimarlo”!
- Sarebbe una scoperta sensazionale – Frank cominciava a capire dove Paul volesse arrivare – scommetto che tu stai pensando a cercare un simile batterio.
- E se lo avessi già trovato?
Frank ammutolì e Paul continuò:
- L’idea non è certo nuova, già un secolo fa sulla terra si pensava a questa possibilità. – invitò Frank ad avvicinarsi al microscopio – Guarda Frank quello che tu vedi ora si chiama Chroococcipidiopsis, è resistentissimo alle condizioni più avverse, ma immesso in un campione di suolo marziano rimaneva inerte. Poi un giorno, analizzando una roccia vulcanica ho trovato un batterio autoctono, ho inserito alcune microparticelle nel nostro batterio creando un esemplare del tutto nuovo. Guarda! – e gli indicò un altro microscopio.
- L’ho chiamato Arespittofilococco – Paul sorrideva con aria soddisfatta mentre Frank osservava stupito il nuovo esemplare.
- Adesso seguimi
Paul lo condusse in un altro reparto e messo il palmo della mano su una finestrella la porta si aprì. Un vasto locale molto illuminato mostrava una seria di provette di vario colore poste ordinatamente nei loro supporti poi, più avanti protette da contenitori trasparenti una serie di culture, alcune idroponiche e…
- Ci siamo – disse Paul – osserva
In uno di questi contenitori c’era un campione di suolo marziano, ma la colorazione era diversa, era di un colore scuro e in quelli successivi diventava quasi nero.
- Cosa sta accadendo- esclamò Frank
- Una cosa meravigliosa, il batterio sta modificando la composizione chimica del terreno, in altre parole lo sta concimando, lo sta tramutando in humus.
- Hai una vaga idea di cosa significhi questo? – il tono di Frank era preoccupato
- Significa che Marte diventerà un pianeta verde. Ho già una provetta pronta per provarla all’esterno…
- Papà!!, zio Paul! Dove siete? – la voce di Luca li interruppe
- Luca non toccare nulla – raccomandò Frank, poi rivolto a Paul – non credo che quelli della compagnia mineraria saranno contenti, a loro interessa solo che il suolo rimanga così com’è.
- Io non penso agli interessi della compagnia ma a quelli della gente.
Mentre Frank e Paul discutevano, Luca si aggirava fra i vari scaffali e fu attirato da una provetta contenente un brillante liquido rosato. La prese quando:
- Coraggio Luca è ora di andare
Preso alla sprovvista Luca mise la provetta in tasca e seguì il padre. Nel tardo pomeriggio, Luca nella sua bella tuta termica e casco protettivo, si aggirava al di fuori della cupola, il padre era poco distante e stava raccogliendo campioni di minerale, quando si ricordò della provetta. La estrasse, ammirò il contenuto controluce ma… un colpo di vento gli fece perdere l’equilibrio, la provetta le sfuggì di mano e si ruppe. Il vento portò via tutto con sé, il ragazzo si guardò attorno impaurito temendo che qualcuno avesse visto quel disastro. Nessuno si accorse di nulla e nessuno seppe nulla.
Quando Frank e Luca rientrarono a casa, Mollie la moglie gli corse incontro agitata
- E’ successa una cosa terribile, hanno arrestato Paul e distrutto il suo laboratorio.
- Calmati e raccontami tutto
- Hanno detto che conduceva esperimenti non autorizzati e quindi pericolosi, hanno messo tutta la zona in quarantena.
Frank si precipitò negli uffici della polizia locale
- Paul Brendon è già partito per la Terra, sarà processato per aver messo in pericolo l’esistenza di questo pianeta e la salute dei suoi abitanti.
Ribattere sarebbe stato del tutto inutile, la compagnia mineraria era un vera potenza planetaria, ma Frank non avrebbe abbandonato l’amico, avrebbe studiato e trovato il modo per difenderlo, sarebbe partito per la Terra se fosse stato necessario.

A 3.000 km di distanza un po’ più a nord dell’Oceano Borealis, una strana ed inquietante macchia scura apparve sul terreno. Al centro di essa in una zona quasi nera un bulbo di un brillante color rosato si aprì all’improvviso lanciando in alto migliaia di spore.
Alcune ricaddero sul terreno circostante, altre…

… si persero nel vento.






   
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