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luisa camponesco
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Inserito - 15/05/2006 :  09:36:21  Mostra Profilo  Visita la Homepage di luisa camponesco Invia un Messaggio Privato a luisa camponesco

Effetti speciali


Ron salutò, con un cenno di mano, la guardia all’ingresso degli Studi Paramount.
- Sempre mattiniero signor Bogart!
Ron fermò la macchina e si tolse gli occhiali.
- E’ al mattino che mi vengono le idee migliori.
- Mi scusi signor Bogart dimenticavo di dirle che Matt Freemon oggi non verrà agli studi, ha telefonato poco fa e….
- Di la verità Fred, sta di nuovo smaltendo la sbronza.
Ron non attese la risposta, ingranò la marcia e partì sgommando, mentre il povero Fred si grattava la testa.
Era proprio stanco di avere a che fare con attori e si atteggiavano a primedonne sul set come nella vita.
Raggiunse lo studio 4, aveva avuto una buona idea durante la notte, circa la realizzazione di un effetto speciale. Un’idea azzardata ma assolutamente nuova, forse avrebbe dato al film quel tocco che mancava, quel pizzico di originalità che lo avrebbe reso meno banale. Lui era Ron Bogart aveva avuto anche una nomination per un film presentato qualche anno prima. Ma a Hollywood non puoi dar nulla per scontato, un giorno sei una celebrità e il giorno dopo….pazienza, doveva lavorare ed accettare qualunque proposta. Aveva già detto addio alla casa sulla spiaggia, e il recente divorzio lo aveva praticamente prosciugato.
Lo Studio 4 era ancora immerso nel buio, proprio quello che Ron sperava, lavorava meglio da solo, dette un’occhiata al set, con i mostri di cartapesta degni del copione del film d’infimo ordine e con il poco originale titolo di “Il ritorno dell’alieno” interpretato da attori e, diretto da un regista che avevano fatto il loro tempo. Col pensiero mise a fuoco i personaggi che facevano parte del cast:
Matt Freemon, perennemente attaccato alla bottiglia, aveva fatto fortuna con film di cappa e spada, poi col tempo era passato all’horror ed ora alla fantascienza.
Loreen Ross, sulla soglia dei cinquanta, pretendeva ancora parti da adolescente, capricciosa ed egoista non accettava l’immagine che lo specchio, impietoso, rifletteva. Si era sottoposta ad un numero considerevole di interventi di chirurgia estetica con risultati patetici.
Yvette Laramie attricetta di film hard, voleva fare il salto di qualità. Per questo era diventata “l’amica” del produttore.
Ed in fine il regista. Gary Forsyte, più vicino ai settanta che ai sessanta ma ne dichiarava cinquantacinque. Lui si, era stato un brillante regista, vincitore di Oscar. Lo aveva ammirato quando era ancora bambino nel suo primo film capolavoro “Il sentiero del lupo rosso” un western davvero unico. Era merito suo se si era appassionato al cinema ed era per lui che ora si trovava lì, non voleva lasciarlo solo in quell’oasi di mediocrità. Il copione era stato rifiutato da tutti ma era piaciuto a Yvette che ne aveva parlato al suo produttore e lui l’aveva accontentata. Fermon messo alle strette, da motivi economici, aveva accettato suo malgrado, di dirigere il film ma come condizione aveva voluto, il mago degli effetti speciali. Era così che lo chiamava Gary, per quello che era in grado di realizzare, per la sua capacità di colpire, meglio ancora, di “bucare lo schermo” fino a far sobbalzare gli spettatori.
Aprì il portatile e lo collegò ad un terminale, poi iniziò il progetto che intendeva, almeno per il momento, tenere segreto.
Basandosi sul copione voleva creare qualcosa di insolito e di grande impatto.
- Salve Ron!
Tony Morell, il suo assistente si era affacciato all’ingresso.
- Allora si comincia?
Ron gli fece cenno di abbassare la voce, Tony gli rispose con una smorfia che fece ridere entrambi. Lo avevano spesso paragonato a Jim Carrey per la mobilità ed espressività del suo viso.
- Mi sfugge qualcosa? – chiese Tony
- Saprai tutto a suo tempo, ora sbrighiamoci stanno arrivando. Gary mi ha detto che oggi si prova la scena 9b.
Approntarono le attrezzature, le luci, prepararono i vapori colorati, rossi e gialli da incanalare in uno stretto vicolo, in modo da creare una atmosfera surreale.
Il primo ad arrivare fu proprio Gary, con l’aria annoiata di chi deve fare qualcosa controvoglia.
- Tutto a posto Ron?
- Tutto a posto
Gettò il copione su di uno sgabello poi si avvicinò ai due.
- Ricapitoliamo! La nebbia deve invadere dapprima la pavimentazione del vicolo, non deve superare il mezzo metro. Appena Matt cercherà di entrarvi tu devi…..
- Scusa Gary! Matt arriverà in ritardo.
Una imprecazione
- Siamo già in ritardo di due settimane sulla tabella di marcia e quell’attorucolo, pensa di fare quello che vuole. Tony! Cerca di rintracciarlo, starà dormendo in qualche motel vicino a Santa Monica, ieri sera c’è stata una festa da quelle parti.
Tony era bravo a trovare le persone, aveva il fiuto del segugio.
- Consideralo già fatto! – uscì di corsa dallo studio, la cosa lo divertiva parecchio.
- Signor Forsyte!
- Cosa c’è adesso?
Lizzy, la truccatrice, apparve all’ingresso.
- Mi perdoni signor Forsyte, ma abbiamo dei problemi.
- Mi pareva strano che tutto filasse liscio. Di cosa si tratta?
- Ehm, la signora Ross.
- Cos’ha la signora Ross?
- Dice che il trucco le rovina la pelle, e poi la invecchia troppo. Non ne vuole sapere.
- Grazie Lizzy ora ci penso io! Ron! Sistema i vapori come ti ho detto, io torno subito.
Uscì con un passo veloce e Ron si augurò, in quel momento, di non essere nei panni di Loreen. Quando Gary si infuriava non conosceva limiti. Si era scontrato praticamente con tutti agli Studios, ma del resto quel film rappresentava la sua ultima spiaggia, quindi doveva funzionare almeno con una qualità dignitosa.
Nell’attesa Ron pensò al suo progetto, consapevole che, in caso di approvazione da parte del produttore, avrebbe dato una svolta innovativa nel campo degli effetti speciali. Unico ostacolo, il costo, infatti, la sua realizzazione avrebbe sforato il budget di parecchie migliaia di dollari.
Avrebbe creato una simulazione al computer per poi proiettarla come immagine olografica, con un tale realismo da impressionare chiunque.
L’arrivo dei componenti il cast lo distolse dal suo lavoro.
- Non voglio primi piani con quei fari in faccia!
Gary era riuscito a convincere Loreen a tornare sul set.
- Io non ho questi problemi, anzi più metterete in luce il mio viso meglio è.
La frase cattiva era stata detta da Yvette che aveva circa venticinque anni in meno rispetto a Loreen. Le due donne si detestavano senza farne mistero, le loro liti erano all’ordine del giorno e a farne le spese era sempre la povera Lizzy.
- Allora la vogliamo provare questa scena? Tutti ai vostri posti! Loreen tu devi uscire dal vicolo, guardarti attorno con circospezione, poi solleva la pistola laser….
- Garyyy!!!!
Matt, ancora barcollante, era apparso sul set.
- Qualcuno gli faccia fare una doccia gelata!!
Gary gettò a terra il copione, esausto da quello stillicidio. Ancora una pausa e Ron ne approfittò. Si rimise ad elaborare il suo progetto che man mano prendeva forma.
- Scusa Ron posso disturbarti? – Il volto di Gary era contratto
- È ora di cominciare la ripresa.
Ron si sentì mortificato non si era accorto di quanto tempo fosse passato, scordò acceso il suo pc. ed insieme a Tony iniziarono con l’effetto nebbia.
Tutto pareva proseguire come sempre, con le solite pause trucco, il posizionamento dei nuovi fari, il cambio delle luce, tutto normale….tutto? il portatile di Ron, rimasto acceso, riprese ad elaborare il progetto tutto da solo.
Linee rette, curve, spirali, che si intersecano, si sovrappongono in un crescendo continuo e costante. Nessuno se ne accorse, tutti guardavano il centro della scena, Loreen che usciva dal vicolo con passo felpato.

Equazioni esponenziali, algoritmi, sistemi, funzioni, si susseguivano a tale velocità che l’occhio umano non poteva seguire. Quel portatile aveva acquisito una vita propria.

- Loreen !!! Non stai andando ad un party. Ma a caccia di mostri.
- Se non ti va il mio modo di recitare, cercatene un’altra! - si tolse la parrucca viola e lanciò la pistola laser in testa ad un povero elettricista.
- Tipica reazione di una donna che ha superato gli ..anta – Yvette si dondolava su di una amaca controllandosi il trucco.
Dovettero intervenire i due assistenti alla regia per dividerle.
- PAUSAAAAA!!!!!
Tutti tirarono un sospiro di sollievo, almeno gli animi si sarebbero placati. Ron si diresse verso il suo portatile.
- Ma cosa diav…. Tonyyyy!!!!
Tony lo raggiunse correndo e anche un po’ spaventato.
- Che succede Ron?
Non ci fu bisogno di risposta, entrambi rimasero impietriti ad osservare quel monitor impazzito.
- Fermalo, per l’amor di Dio fermalo! – implorò Tony
- Ci sto provando. Non si spegne.
- Allora stacca la spina.
Tolsero la corrente, tutto lo studio cadde nel buio più totale. Alcuni operai protestarono, nessuno riusciva a trovare la via d’uscita.
- Ron questa cosa non mi piace, il generatore d’emergente doveva entrare in funzione automaticamente.
- Sta accadendo qualcosa, e non so spiegarmela. – rispose Ron
Ancora buio, come il trovarsi in una stanza priva di porte e finestre, il timore ancestrale dell’ignoto e le paure più sopite presero forma.
Il portatile si riaccese, la sua luce si effuse tutt’intorno, Ron e Tony, attoniti assistevano, impotenti, a qualcosa che non avrebbe dovuto accadere.
Una stringa luminosa raggiunse il centro del set allargandosi sempre di più sino a trasformasi in uno schermo gigante. Stelle e galassie, ruotavano vorticosamente in un continuo sovrapporsi. Soli sconosciuti apparivano e sparivano, costellazioni incredibili ruotavano sulle loro teste.
Sul monitor apparvero simboli mai visti.
- Io non so cosa tu abbia fatto Ron…..
- Non ho fatto nulla del genere, il mio progetto era tutta un’altra cosa. Questa non è opera mia.
- E allora chi sta facendo questo?
La risposta venne quasi subito, alcune figure si materializzarono, si guardarono attorno poi individuarono il portatile. Si diressero decise verso di esso, ignorando i due uomini e con un gesto cancellarono tutta la registrazione.
Poi com’erano apparse, scomparvero e tutto l’universo che si era creato si accartocciò implodendo.
Lo studio riprese un aspetto normale, anzi sembrava ora più scialbo dopo la girandola di colori di poco prima.
- Ron!! Amico mio hai superato te stesso!
Gary era dietro si loro con gli occhi spalancati.
- Questo è il più bel effetto speciale di tutti i tempi entrerà nella storia del cinema e noi con esso. Non vedo l’ora di mostrarlo al produttore.
Lasciò lo studio cantando, mentre Ron esaminava il suo portatile. Si sedette, sgranchì le dita e con esitazione le posò sulla tastiera. Cercò il file del suo progetto. Lo aprì e apparve a caratteri cubitali la parola

forbidden







Luisa Camponesco

Edited by - luisa camponesco on 15/05/2006 12:38:53

   
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